Registrare la batteria in casa è una sfida entusiasmante: con qualche accorgimento pratico e un minimo di attrezzatura puoi ottenere risultati che sorprenderanno te e chi ascolta. Questa guida (in 10 step + 1) è pensata per chi vuole imparare a fare registrazione batteria home studio, capire quali microfoni batteria usare, come posizionarli e quali trucchi applicare per un suono più professionale — anche se registri in una stanza non trattata.
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1. Prima di tutto: la stanza e il trattamento acustico
Il suono parte dalla stanza più che dall’attrezzatura. Anche piccoli interventi migliorano enormemente il risultato.
- Posizionamento della batteria: tieni il kit lontano da pareti piane e angoli per ridurre riflessioni e risonanze incontrollate.
- Assorbimento e diffusione: tappeti, librerie, tende pesanti e pannelli fai-da-te possono ridurre il riverbero. Per una soluzione economica usa coperte pesanti appese alle pareti nei punti critici.
- Controllo dei bassi: i bass-traps negli angoli aiutano molto; se non hai budget, posiziona il kit lontano dagli angoli e usa mobili imbottiti per attenuare le frequenze basse.
Per migliorare rapidamente la resa del tuo kit leggi anche la nostra guida su come montare e accordare la batteria.
2. Attrezzatura minima consigliata
Per iniziare con la registrazione batteria home studio avrai bisogno di:
- Interfaccia audio con almeno 4 ingressi XLR (8 è meglio).
- Cavi XLR di buona qualità.
- Microfoni (vedi paragrafi successivi).
- Supporti e clip robusti per microfoni.
- Computer + DAW (Reaper, Logic, Ableton, Pro Tools, ecc.).
- Cuffie di riferimento per monitoring (chiuse per registrare).
3. Quali microfoni scegliere: panoramica rapida
Le scelte dipendono da budget e obiettivi. Qui una road-map semplice:
- Starter / Budget: 1× SM57 (snare), 1× D112-style o Beta52 (kick), 2× piccoli condensatori economici o un paio di condensatori a diaframma piccolo per overhead (es. Rode NT5 / MXL 770).
- Mid-range: 1× SM57, 1× D112/AKG D112, 2× pair small diaphragm condensers, 1× large diaphragm condenser per room (opzionale).
- Pro: condensatori di qualità per overhead (pair), microfoni dinamici per rullante & cassa di livello pro, microfoni per tom di fascia alta e uno o due room mics.
Microfoni tipici e usi comuni (esempi generici):
- Kick: mic dinamico dedicato (D112 style, Beta52) o microfono a condensatore dinamico per più dettaglio.
- Snare: Shure SM57 (classico), oppure condensatore per più presenza.
- Tom: dinamici o condensatori piccoli.
- Overheads: coppia di condensatori a diaframma piccolo (paire matched) in ORTF o spaced pair.
- Room: large diaphragm condenser a distanza per catturare aria e naturalezza.
Posizionamento base dei microfoni (setup pratico step-by-step)
Questo è un setup 6-8 microfoni bilanciato per home studio:
- Kick (cassa)
- Posiziona il microfono a 5–15 cm dalla pelle, spostato leggermente verso il punto che preferisci (più vicino al centro per attacco, verso il cerchio per più profondità).
- Se usi doppia pelle, puoi provare microfono dentro la cassa con il foro, o dietro la pelle battente per più low end.
- Snare (rullante)
- Microfono a 3–8 cm dal battere, inclinato leggermente verso il centro.
- Attenzione alla cordiera: puoi usare un microfono anche sotto (in fase invertita) per aggiungere lo snap.
- Tom
- 3–8 cm sopra la pelle, puntati verso il centro con una leggera angolazione per minimizzare bleed da altri tamburi.
- Overheads (stereo pair)
- ORTF (angolazione ~110°, distanza 17 cm tra capsule) o spaced pair sopra il kit a 60–90 cm di altezza, in modo da avere un’immagine stereofonica naturale.
- Regola la distanza per bilanciare piatti e corpo del kit.
- Room mic (opzionale)
- Posizionato a qualche metro dal kit (dipende dalla stanza) per catturare ambienza. Attento al phasing con le altre tracce.
5. Controllo della fase (fase = sonorità)
Controllare la fase è cruciale: se i microfoni sono fuori fase otterrai suono sottile e poco corpo.
- Inverti la polarità su canali sospetti per sentire la differenza.
- Ascolta mono: metti il mix in mono per verificare compatibilità.
- Regola posizioni e tempi di allineamento se necessario (nella DAW ritarda le tracce di poche millisecondi per allineare).
6. Gain staging e livelli ideali
- Imposta i gain dell’interfaccia in modo che i picchi arrivino intorno a -6 dBFS senza clipping.
- Evita di registrare troppo “hot”: lascia headroom per processare in mix.
7. Trucchi per ridurre il bleed e migliorare il suono in casa
- Gated room FX: usa gate moderati su tom e snare solo se necessario.
- Smorzanti: anelli gel e fazzoletti possono domare armonici indesiderati.
- Distanze: avvicina i microfoni ai tamburi per ridurre bleed ma attenzione al suono “too close”.
- Usa pelli mesh o mute pad se devi ridurre volume reale per vicini ma vuoi praticare / registrare.
8. Editing e mix iniziale: workflow pratico
- Pulizia: taglia silenzi e respiri.
- Allineamento fase: verifica e correggi ritardi.
- EQ:
- Kick: pulisci sotto 40 Hz, boost attacco 60–100 Hz o 2–5 kHz per becco (dipende).
- Snare: taglia 200–400 Hz se è troppo fangoso; boost 2–6 kHz per presenza.
- Overheads: high-pass a 100 Hz, presenza 6–12 kHz per aria.
- Compressione: usa compressore su kick/snare per consistenza; attack medio-veloce e release tarato sul groove. Non esagerare.
- Gating: utile su tom e snare per ridurre bleed, ma usalo con criterio.
- Room & Reverb: aggiungi room only se vuoi più “aria”; attenzione a non perdere definizione.
Se vuoi esempi pratici di EQ e compressione, consulta i nostri workshop in Drummers Academy.
9. Soluzioni per chi registra in appartamento
- E-drum o pelli mesh: registra via trigger o line-out per silenzio totale.
- Triggers e sample replacement: usa trigger per catturare l’info di colpo e sostituire o rinforzare con sample puliti.
- Overheads virtuali: se non hai condensatori, prova a catturare piatti con un paio di condensatori economici e rinforza il body con samples.
10. Esempio di catena di segnale raccomandata
Microfono → Cavo XLR → Interfaccia/Preamp → DAW → Plugins (EQ → Compressione → Limiter) → Mix
Se il preamp è di qualità superiore, noterai maggiore headroom e migliore timbro: investire in un buon preamp può cambiare molto il risultato finale.
Consigli pratici finali (checklist rapida)
- Controlla la fase sempre.
- Regola i gain per mantenere headroom.
- Usa overheads per immagine stereo prima di regolare singoli microfoni.
- Registra più take e compa le migliori**.
- Riascolta su diversi sistemi (cuffie, monitor, auricolari) per garantire mix bilanciato.
La registrazione batteria home studio richiede pratica, ascolto critico e una dose di pazienza, ma con i giusti microfoni, un setup curato e qualche trucco di editing puoi ottenere suoni professionali anche a casa. Se vuoi esercitarti con supporto, sessioni pratiche o registrare nel nostro spazio, contatta la nostra scuola batteria Roma: Drummers Academy ti aspetta.
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